Checco: “Ma tu, stamattina, eri felice?”

Luca: “Triste di sicuro no, hai visto che gnocca che era? E non ti dico in movimento.. a momenti dovevo prendere sgabello, frusta e cerchio infuocato! Va beh, sei serio. Che ne so?! Io non so nemmeno se esiste la felicità. Intendo dire come condizione perpetua. Credo che la felicità siano picchi che durano attimi, secondi. Ma non so se sono felice, a volte lo sono stato e spero di esserlo ancora, ma non mi lamento. Va beh, io vado, ciao merda, ci vediamo dopo. Ah! Se vuoi restare solo a pensare alle tue stronzate, dimmelo.. che tanto non mi frega, io ti chiamo lo stesso, ciao.”

Me ne sono tornato verso casa con la convinzione assoluta che quella sera non sarei uscito. Sarei rimasto solo a pensare alle mie stronzate, come aveva detto Luca.

Mentre stavo salendo le scale di casa, mi è arrivato un messaggio sul telefono. “La nostra amicizia è fonte di felicità. Luca”

un mondo per pochi, fabio volo, spezzoni è una vita che ti aspetto, la nosta amicizia è fonte di felicità

Lo aveva già fatto altre volte. Mi mandava dei messaggini carini e pieni d’affetto, ma di persona non riusciva a dirmi quelle cose. Io mi commuovevo. Io lo amavo.  […]

Luca faceva così. Utilizzava i messaggini come forma di comunicazione, ma te lo diceva. Con quei comportamenti avevi la sensazione che aprisse una finestrella su un mondo che teneva nascosto. Un mondo delicato, fragile, al quale ti lasciava accedere per brevi attimi. Un mondo che faceva fatica ad aprire anche a me, che ero il suo migliore amico. Ma io sapevo che c’era. E anche se era nascosto bene, dietro a tutte quelle battute, quelle frasi, quel modo superficiale di apparire, io lo sentivo.

Un mondo per pochi.

[Fabio Volo, E’ una vita che ti aspetto]

Checco: “Ma tu, stamattina, eri felice?”ultima modifica: 2011-12-21T17:01:20+01:00da pepespepes
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