E ora desidero parlare con te, che ti accusi di timidezza, che avvampi, tremi, sudi, e ti batte il cuore.

E vivi questa condizione come una vergogna, una gabbia davanti alla quale si fermano tutti gli altri a indicarti e a deriderti. Voglio parlare con te perché non lo fa nessuno in quest’Italia che premia i prepotenti. Neanche tuo padre e tua madre ti comprendono poiché temono che sarai perdente, e anche tu credi di esserlo e finisci col vergognarti … Continua a leggere